Professione Facilitatore
Le competenze chiave del consulente alle riunioni di lavoro e ai forum partecipati

Prezzo € 21,50
Articolo non soggetto a sconti per volontà dell'editore
Prodotto Libro - Pagine 234
Edizione Franco Angeli Edizioni
Formato 15,5x22,5
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Questo libro si propone di definire il profilo professionale del facilitatore, la figura di consulente nei gruppi e nelle organizzazioni che è nata appositamente per agevolare conflitti, problemi e apprendimenti.
Il facilitatore - interno o esterno alle aziende - nelle riunioni assume la posizione di presenza-neutra nei contenuti e di regista interazionale negli scambi.
Quali sono le sue competenze?
- È un organizzatore/coordinatore delle risorse tecnico-manageriali (catalizzatore)
- È un traduttore di linguaggi, sostenitore della persona e del gruppo (mediatore)
- Ha specifiche capacità di accoglienza delle emozioni, è un accompagnatore di nuovi comportamenti e atteggiamenti (agente di aiuto)
- Infine, crea il giusto clima per la conoscenza, nell'action learning, nei gruppi speciali e di progetto (motivatore).
Quali sono le teorie su cui poggia? Il loro centro è nel pensiero duale: nella presenza contemporanea di negativo e positivo e nella convivenza delle polarità.
Si concretizza in un approccio sistemico, da cui scaturiscono i modelli del facilitatore, della comunicazione ecologica e della comunicazione partecipata.
Tali metodi danno vita ad un'ampia schiera di strumenti per la valorizzazione della negatività (incertezza, resistenze, opposizioni) e la costruzione di abilità e benessere.
Nel volume si presentano infine i diversi profili applicativi del facilitatore: dal professional (l'agente esterno, specialista) al trainer-facilitatore (personale interno per la gestione efficace di riunioni, colloqui, gruppi di lavoro). Il libro è rivolto alle organizzazioni (responsabili di risorse umane, consulenti, formatori), a tutte le figure professionali dell'educazione e del sociale (insegnanti, animatori, counselor, educatori) e ai giovani studenti nel campo delle scienze sociali e del management.
Pino De Sario, psicologo sociale e formatore, membro associato e docente presso la Società Italiana di Biosistemica, insegna Metodi di facilitazione nei gruppi presso il Master all'Università di Siena "Relazioni interpersonali, comunicazione e counseling".
Da anni lavora nelle organizzazioni, e interviene come formatore di facilitatori e consulente per il benessere nei gruppi di lavoro e di aiuto. Consigliere di AIF Toscana dal 2000.
Indice:
Parte I. Una nuova figura professionale. Caratteristiche e compiti: un primo orientamento metodologico Le azioni del facilitatore
(Le caratteristiche ideali del facilitatore; Il livello di esperienza-competenza del facilitatore; La formazione del facilitatore al suo ruolo; I compiti prima, durante e dopo la facilitazione; Un consulente di processo, tra turni e tematismi)
Costrutti-base per una facilitazione efficace
(La comunicazione ecologica. I principi; La comunicazione ecologica. Le mappe; I costituenti della partecipazione; Le basi della comunicazione partecipata; La dinamica di gruppo, coordinate e schemi; Jerome Liss, La valorizzazione della negatività: quando il facilitatore viene criticato)
Parte II. Le basi teoriche e concettuali. La definizione delle competenze professionali
Il modello del facilitatore professional
(Primi tentativi di classificazione delle abilità di base; Il modello dei "quattro vertici"; Conoscenze e "teorie sottostanti"; Competenze e "aree di contenuto"; Profili professionali del facilitatore; Dilemmi e quesiti aperti)
Il facilitatore - interno o esterno alle aziende - nelle riunioni assume la posizione di presenza-neutra nei contenuti e di regista interazionale negli scambi.
Quali sono le sue competenze?
- È un organizzatore/coordinatore delle risorse tecnico-manageriali (catalizzatore)
- È un traduttore di linguaggi, sostenitore della persona e del gruppo (mediatore)
- Ha specifiche capacità di accoglienza delle emozioni, è un accompagnatore di nuovi comportamenti e atteggiamenti (agente di aiuto)
- Infine, crea il giusto clima per la conoscenza, nell'action learning, nei gruppi speciali e di progetto (motivatore).
Quali sono le teorie su cui poggia? Il loro centro è nel pensiero duale: nella presenza contemporanea di negativo e positivo e nella convivenza delle polarità.
Si concretizza in un approccio sistemico, da cui scaturiscono i modelli del facilitatore, della comunicazione ecologica e della comunicazione partecipata.
Tali metodi danno vita ad un'ampia schiera di strumenti per la valorizzazione della negatività (incertezza, resistenze, opposizioni) e la costruzione di abilità e benessere.
Nel volume si presentano infine i diversi profili applicativi del facilitatore: dal professional (l'agente esterno, specialista) al trainer-facilitatore (personale interno per la gestione efficace di riunioni, colloqui, gruppi di lavoro). Il libro è rivolto alle organizzazioni (responsabili di risorse umane, consulenti, formatori), a tutte le figure professionali dell'educazione e del sociale (insegnanti, animatori, counselor, educatori) e ai giovani studenti nel campo delle scienze sociali e del management.
Pino De Sario, psicologo sociale e formatore, membro associato e docente presso la Società Italiana di Biosistemica, insegna Metodi di facilitazione nei gruppi presso il Master all'Università di Siena "Relazioni interpersonali, comunicazione e counseling".
Da anni lavora nelle organizzazioni, e interviene come formatore di facilitatori e consulente per il benessere nei gruppi di lavoro e di aiuto. Consigliere di AIF Toscana dal 2000.
Indice:
Parte I. Una nuova figura professionale. Caratteristiche e compiti: un primo orientamento metodologico Le azioni del facilitatore
(Le caratteristiche ideali del facilitatore; Il livello di esperienza-competenza del facilitatore; La formazione del facilitatore al suo ruolo; I compiti prima, durante e dopo la facilitazione; Un consulente di processo, tra turni e tematismi)
Costrutti-base per una facilitazione efficace
(La comunicazione ecologica. I principi; La comunicazione ecologica. Le mappe; I costituenti della partecipazione; Le basi della comunicazione partecipata; La dinamica di gruppo, coordinate e schemi; Jerome Liss, La valorizzazione della negatività: quando il facilitatore viene criticato)
Parte II. Le basi teoriche e concettuali. La definizione delle competenze professionali
Il modello del facilitatore professional
(Primi tentativi di classificazione delle abilità di base; Il modello dei "quattro vertici"; Conoscenze e "teorie sottostanti"; Competenze e "aree di contenuto"; Profili professionali del facilitatore; Dilemmi e quesiti aperti)
