Il Segreto della PNL
Francesca Cantaro, Giacomo Guastalla
Il non visibile della Programmazione Neurolinguistica

La nascita ufficiale della Programmazione NeuroLinguistica (PNL) si fa risalire al 1975: i fondatori, John Grinder e Richard Bandler, si erano incontrati durante il movimento sessantottino. Con la spregiudicatezza tipica dell’epoca, i due ricercatori si sono proposti di fare tabula rasa delle teorie psicologiche e ripartire da zero. Inizia così un rinnovamento radicale delle conoscenze e pratiche riguardanti il funzionamento, la comunicazione, l’espressione degli esseri umani.
A distanza di oltre 30 anni, la PNL ha un ruolo decisivo nell’ambito della cultura della formazione e della psicologia contemporanea, e questo perché il suo campo d’indagine è quello dell’esperienza umana come luogo della nostra relazione al mondo. La peculiarità di questo volume sta nel voler accompagnare i formatori a cogliere il senso delle tecniche della PNL più che affidarsi ad esse, per riuscire anche a discostarsene e farne un metodo per avvicinarsi a persone e organizzazioni perché evolvano nella direzione da loro più o meno implicitamente indicata.
Gli autori invitano pertanto il lettore a leggere dentro ai presupposti fondamentali della PNL, a cogliere la rete dei nessi sottesi ai significati, a prestare attenzione ai processi che fanno i contenuti della PNL più che ai contenuti stessi, per approdare a proporre il percorso seminariale come via per la scoperta della propria autenticità.
Una lettura guidata alla scoperta della trama interna della PNL, per comprendere davvero l'autenticità e l'orizzonte d'esperienza di chi la pratica e di chi a essa si rivolge.
C'è un rischio, per i formatori, nell'applicare le semplici serie di passaggi delle tecniche della Programmazione Neurolinguistica: quello di diventare rigidi, procedurali, e di non comprendere davvero l'orizzonte d'esperienza di chi si rivolge alla Pnl. Questo rischio è poi ciò che motiva l'accusa alla Pnl di essere una tecnica poco generativa, manipolativa e superficiale, sebbene confortata da indiscutibili successi. Tuttavia, tra le pieghe del modello si nascondono una precisa epistemologia e una complessità di visione la cui comprensione fa la differenza tra formatori mediocri e quei formatori eccellenti che, cogliendo il senso delle tecniche più che affidarsi ad esse, sanno anche discostarsene e farne un metodo per avvicinarsi a persone e organizzazioni perché evolvano nella direzione da loro più o meno implicitamente indicata. Ebbene, ciò di cui non si parla nei seminari di Pnl, è proprio la trama interna a questo senso: "il segreto della Pnl", il suo cuore forse da alcuni custodito ma mai mostrato.
Con un'introduzione di Gianni Fortunato che ha introdotto la PNL in Italia nel 1982.
